Erosione

Si definisce erosione quel processo di disgregazione ed asportazione esercitato sulla parte emersa della superficie terrestre da fattori chimici, fisici e da parte degli esseri viventi. L'insieme dei detriti prodotti dall'azione di questi processi viene in parte asportato dai fluidi superficiali, come ad esempio le acque di ruscellamento o il vento e dalla forza di gravità. L'erosione del suolo è provocata anche da pratiche agricole moderne, come, ad esempio, l'aratura profonda, resa possibile dai moderni mezzi, che aumenta considerevolmente il processo di asportazione delle particelle da parte delle acque, con il risultato che il suolo diventa sempre più sottile e meno fertile.
La copertura vegetale ha un ruolo molto importante nel proteggere il suolo dai danni di un'eccessiva erosione, poiché l'intreccio delle radici e delle parti aeree delle piante costituisce un ostacolo all'asportazione del materiale disgregato.
L'ambiente costiero è una parte di territorio estremamente popolato e fortemente dinamico, nel senso che è sottoposto naturalmente a cambiamenti nel tempo anche piuttosto profondi. La linea di riva infatti non è un elemento geografico stabile ma è caratterizzata da movimenti di arretramento (erosione), su cui le cause naturali agiscono con tempi molto lunghi (tempi geologici) e sono solo parzialmente responsabili del fenomeno che possiamo osservare su periodi di qualche decennio. In realtà le cause sono per gran parte riconducibili ad azioni umane (antropiche) e possono derivare dalla subsidenza dovuta all'estrazione di fluidi dal sottosuolo (acqua o gas), dal prelievo di materiale inerte (sabbie e ghiaie) dall'alveo dei fiumi che diminuisce l'apporto di sedimenti che giunge alla foce, dallo sviluppo di opere di contenimento o di difesa (scogliere, dighe e strutture portuali in genere) e delle infrastrutture viarie ed urbanistiche costiere, che influenzano la dinamica dei sedimenti. Il sedimento che costituisce la spiaggia infatti è depositato e mantenuto da un meccanismo definito come “nastro trasportatore litoraneo” che provvede, attraverso il moto ondoso e le correnti a distribuire lungo la linea di riva il materiale trasportato in mare dai corsi d'acqua. Una perdita dello stato di equilibrio di questo meccanismo si traduce quindi in una demolizione di alcuni tratti del litorale. Gli interventi di protezione inoltre si mostrano sempre complessi e raramente risolutivi, poiché diviene molto difficile andare a modificare le cause che hanno portato all'alterazione dell'equilibrio. La spiaggia, così come noi la figuriamo, tende a diventare una risorsa ambientale ed economica in pericolo e soprattutto, se osserviamo il fenomeno su scala di tempi umani e non geologici, non rinnovabile.

La Regione Toscana ha avviato da tempo una serie di studi per la caratterizzazione della linea di riva ed oggi è possibile disporre del rilievo praticamente completo. Da questi studi emerge che la fascia costiera toscana, estesa per circa 580 chilometri di cui 330 per la parte continentale e 250 per quella insulare presentano fenomeni erosivi che interessano oltre il 30% del litorale sabbioso ( 67 chilometri in stato di erosione su 191 totali, per una perdita complessiva, in venti anni, di circa 214.000 metri quadrati di spiaggia)..

 
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