Cave e miniere

Le cave, cioè i siti dove viene estratto materiale inerte per costruzioni e per l'industria quale pietre, sabbie, marmo o pietra ornamentale, e le miniere, ovvero i siti in cui si estraggono minerali, devono essere sottoposte ad un monitoraggio continuo in quanto possono causare profonde modificazioni sugli ecosistemi e sul paesaggio.
Gli impatti sugli ecosistemi sono imputabili sia alle tecniche estrattive, si pensi ad esempio alle acque di scarico che derivano dalle lavorazioni minerarie (estrazione, frantumazione, raffinazione e deposito temporaneo dei minerali) che spesso presentano forte acidità, presenza di metalli pesanti in relazione alla composizione delle rocce estratte e alle tecniche d'estrazione. Gli impatti sul paesaggio sono evidenti nelle cave e nelle miniere a cielo aperto. Esse rappresentano certamente vistose modificazioni, sia nel momento dell'apertura sia nella gestione, e necessitano di importanti opere di recupero naturalistico e paesaggistico al momento della loro chiusura.

La Toscana delle miniere è suddivisa in due distretti amministrativi: settentrionale e centro settentrionale con le province di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Prato e centro meridionale comprendente le provincie di Siena e Grosseto. La produzione mineraria toscana interessa prevalentemente i seguenti tipi di minerali:

PROVINCIA
tipo di minerale

Arezzo

Anidride carbonica e marna da cemento

Firenze

Marna da cemento

Grosseto

Argille, caolini e terre refrattarie, anidride carbonica

Livorno

Feldspati

Pisa

Salgemma

Siena

Anidride carbonica

Relativamente alle cave, l'Amministrazione regionale ha da tempo adottato uno strumento di pianificazione chiamato Piano Regionale delle Attività Estrattive che ha lo scopo di definire il fabbisogno regionale di materiale. L'attività estrattiva non è uniforme in tutta la regione, anzi vi sono alcune province, come Pistoia e Prato, in cui essa è completamente assente, altre in cui essa è presente in modo marginale, come Livorno e Grosseto, mentre nelle altre si possono notare alcune specializzazioni: Siena e Massa-Carrara forniscono ad esempio il 50% del materiale industriale (argilla e refrattari), dalla provincia di Massa-Carrara si estrae il 60% del materiale ornamentale. Il materiale inerte per costruzioni proviene invece da destinazioni distribuite in modo più omogeneo sul territorio regionale.

 
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