 |
POP |
La sigla POP identifica gli inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants), ovvero una serie di sostanze chimiche di sintesi particolarmente pericolose per la salute umana e per l'ambiente (v. sostanze chimiche pericolose). Esse si contraddistinguono infatti per un'elevata tossicità, anche a modeste concentrazioni; possono produrre effetti cancerogeni, provocare seri danni al sistema immunitario, disordini neurologici ed alterazioni a carico del sistema riproduttivo. Tali sostanze, diffuse attraverso l' acqua, l'aria, il suolo, sono in grado di raggiungere zone anche molto distanti dal luogo di emissione; tracce di alcuni di questi inquinanti sono state ritrovate ad esempio sin nelle regioni artiche. A causa della loro difficile degradabilità, tali composti persistono a lungo nell'ambiente (persino secoli) e tendono ad accumularsi nei tessuti degli organismi viventi (fenomeno di bioaccumulo), permanendo immodificati nel ciclo delle catene alimentari. La loro elevata persistenza fa sì che, benché le emissioni di alcune di queste sostanze siano in calo, la loro concentrazione nell'ambiente resta a livelli preoccupanti.
La Convenzione di Stoccolma, adottata il 23 maggio 2001 e sottoscritta da 50 Stati, vieta la produzione, l'uso e il rilascio dei POP, a cominciare da una lista di 12 sostanze, comprendenti insetticidi (Aldrin, dieldrin, clordano, DDT, esaclorobenzene ed altri), prodotti industriali (PCB o policlorodifenili) e sottoprodotti, ovvero prodotti secondari non desiderati, derivati ad esempio da processi di combustione o dall'usura dei prodotti industriali (quali diossine e furani policlorurati).
La convenzione vieta inoltre la produzione e l'immissione sul mercato di nuovi POP nonché il riciclaggio di quelli esistenti, incentivando le industrie a sostituire tali composti con sostanze meno pericolose per l'uomo e l'ambiente.
|