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Pesticidi |
Termine (composto dell'inglese “pest” - organismo dannoso, e del latino “caedere” - uccidere) che ricomprende tutti i prodotti chimici di origine naturale o di sintesi impiegati in agricoltura (ma non solo) per l'eliminazione di organismi nocivi o patogeni (funghi e batteri, animali, piante). Il ricorso ai pesticidi è diventato sistematico con lo sviluppo dell'agricoltura industriale e delle tecniche estensive.
Tra di essi si annovera un'ampia varietà di sostanze; in base all'organismo contro cui esplicano la loro azione, si distinguono: insetticidi, anticrittogamici, acaricidi, rodenticidi, erbicidi, molluschicidi. Tali sostanze producono un elevato impatto ambientale in quanto vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri ecologici dell' ecosistema. Essi causano un inquinamento diffuso, non circoscritto al solo ambiente agricolo in cui vengono utilizzati, in quanto sono facilmente dispersi attraverso l'aria, l'acqua ed il suolo , contaminandoli. Causano l'eliminazione di alcune specie, attaccando sia le specie utili che quelle dannose; possono, a causa della loro persistenza, accumularsi nella catena alimentare con effetti pericolosi sulle altre specie e sull'uomo (v. POP).
Residui di pesticidi si ritrovano sia nelle acque che negli alimenti; questi possono produrre seri danni alla salute umana, da semplici fenomeni di intossicazione fino allo sviluppo di tumori, malformazioni del feto, mutazioni genetiche.
In Italia si registrano valori molto elevati in termini di impiego di prodotti fitosanitari a difesa delle coltivazioni, anche se negli ultimi anni, in linea con la tendenza dei paesi industrializzati, si è assistito ad una riduzione nei consumi di pesticidi, di pari passo con lo sviluppo di tecniche agricole a minor impatto ambientale (v. agricoltura biologica).
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