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Organismi geneticamente modificati (OGM) |
Gli Organismi Geneticamente Modificati sono organismi (animali, vegetali, funghi, virus o batteri) il cui patrimonio genetico (DNA) è stato modificato artificialmente, mediante incrocio o ricombinazione genetica, attraverso l'introduzione di uno o più geni presi da altre varietà o specie, in modo diverso da quanto si verifica in natura.
Ciò avviene attraverso il ricorso a biotecnologie, comprendenti tecniche di biologia molecolare e di ingegneria genetica, con l'intento di sviluppare negli organismi trattati particolari caratteristiche ritenute vantaggiose.
Gli OGM trovano applicazione in diversi campi, dall'agricoltura, alla medicina, all'ecologia, al settore zootecnico. In particolare, negli ultimi anni, si è assistito ad una loro rapida diffusione nel settore agricolo. Qui le tecniche di ingegneria genetica sono utilizzate per ottenere piante dotate di maggiore resistenza a stress ambientali, virus, parassiti e altri organismi patogeni; per creare piante con differenti caratteristiche nutrizionali, o in grado di maturare a ritmi più lenti. Attualmente i prodotti transgenici più coltivati sono la soia, il mais, la colza, il cotone e il riso.
Tuttavia, non sono ancora conosciuti i rischi per l'ambiente e per l'uomo derivanti dall'impiego di organismi transgenici; infatti l'introduzione di un nuovo elemento nell' ecosistema non ha mai conseguenze semplici ma genera retroazioni imprevedibili su tutta la catena alimentare in cui la specie modificata è inserita. Tra i possibili rischi associati all'impiego degli OGM si segnalano: l'insorgenza di nuove malattie resistenti a farmaci, danni a specie innocue, riduzione delle varietà coltivate e perdita di biodiversità, aumento del ricorso a sostanze chimiche in agricoltura, pericolo per la sicurezza degli alimenti, inquinamento della base genetica attraverso la dispersione di semi o polline, creazione di nuovi virus per ricombinazione genetica.
Attualmente, in Italia, nessuna coltura transgenica è autorizzata per la coltivazione; l'impiego di piante geneticamente modificate è possibile soltanto a scopo sperimentale.
La Toscana, adottando il principio di precauzione e puntando su un modello di agricoltura centrato sui valori della qualità, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare, nel 2000 è stata la prima regione in Italia ad approvare una legge che vieta la coltivazione e la produzione di specie che contengono organismi geneticamente modificati. È stato inoltre introdotto il divieto di somministrare prodotti contenenti OGM nelle mense scolastiche, degli ospedali e dei luoghi di cura della Regione, degli uffici dell'Amministrazione regionale, delle Province e dei Comuni.
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