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Percentuale di raccolta differenziata nelle province toscane e confronto con gli obiettivi nazionali.

(Fonte: ARRR 2003)

 
Raccolta differenziata

La raccolta differenziata è costituita dall'insieme delle operazioni con cui vengono raccolti i rifiuti urbani separandoli in frazioni merceologiche omogenee (vetro, carta, plastica, organico, medicinali, etc.), finalizzate al recupero e al riciclaggio dei materiali riutilizzabili.

Rappresenta uno strumento di fondamentale importanza all'interno delle politiche di gestione dei rifiuti, riducendo la quantità e la pericolosità dei rifiuti da smaltire in maniera indifferenziata da un lato, e dall'altro massimizzando il recupero di materia ed energia.
Grazie alla raccolta differenziata che facciamo nelle nostre case e a quella effettuata nelle industrie trattiamo i nostri rifiuti in modo intelligente e con la consapevolezza di dare loro un nuovo valore, creando ricchezza con ogni frazione utilizzabile: carta, vetro, plastica, metalli e alluminio, legno, farmaci e batterie, oli e frazioni secche.

La carta è un prodotto che può essere completamente riciclato: cartoni e cartoncini, giornali e riviste vengono raccolti e inviati alle cartiere dove si provvede a sminuzzarli e ad immergerli in acqua fino ad ottenere una poltiglia. Dopo opportuni processi di depurazione, il materiale ottenuto viene reinserito nel circuito di produzione della carta, aggiungendolo alla cellulosa vergine.
Anche il vetro raccolto rientra senza problemi nel normale circuito di produzione del vetro. Il vetro una volta inviato alle vetrerie, viene frantumato per il necessario trattamento: vengono eliminate eventuali parti in plastica e in carta con aspiratori molto potenti e quelle in metallo con l'ausilio di elettromagneti. Il vetro così ottenuto sarà successivamente fuso e utilizzato come fosse normale vetro.
La plastica necessita invece maggiori accorgimenti per il suo corretto riutilizzo: esistono infatti vari tipi di plastica, le cui sigle più comuni sono PET, PVC, PE ma ce ne sono molte altre ancora. Fondere tutte le plastiche insieme significa ottenere un prodotto utilizzabile solo per ottenere prodotti poco raffinati (panchine, ringhiere, ecc.) mentre dalla fusione di plastiche omogenee si ottiene plastica dello stesso tipo riutilizzabile per qualsiasi prodotto tranne che per confezioni alimentari. Per fare questo occorre però selezionare le diverse tipologie di plastica ricorrendo a uno dei vari metodi esistenti (es. analisi a raggi X; separazione in acqua per peso specifico) per poi procedere alla macinazione della plastica e alla sua trasformazione in granuli pronti per essere riutilizzati.

La normativa vigente ha fissato come obiettivo al 2001 il raggiungimento del 25% di raccolta differenziata e al 2003 il raggiungimento del 35%. La media nazionale è ancora lontana dal target previsto, in quanto, al 2001, si attesta intorno al 17%; esistono tuttavia forti differenze tra le varie aree geografiche: se il Nord mostra percentuali intorno al 24%, al Sud la media è del 2,4%, mentre al Centro siamo intorno all'11% (Apat 2002).
In Toscana, la percentuale di raccolta differenziata è aumentata dal 6% nel 1994 fino a raggiungere il 31% del 2003; tra le province più virtuose si segnalano Prato, Siena, Lucca e Firenze, dove la quantità di rifiuti raccolta in maniera differenziata si aggira intorno al 34%, avvicinandosi all'obiettivo fissato dal decreto Ronchi. La situazione peggiore si registra invece nella provincia di Arezzo, dove tale percentuale arriva solo al 23,5%.
Tra i materiali più raccolti si segnalano carta e cartone, organico e frazione verde che insieme rappresentano oltre il 65% del totale dei recuperi da rifiuti urbani (ARRR 2001). Al fine di garantire la corretta destinazione dei materiali raccolti in forma differenziata, il sistema economico toscano sta realizzando impianti di prima lavorazione finalizzati a garantire un materiale che soddisfi le specifiche qualitative dei vari utilizzatori finali (vetrerie, cartiere ecc.).

 
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