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Effetto serra |
La radiazione solare rappresenta praticamente il totale dell' energia ricevuta dal sistema Terra-Atmosfera (99,998%), mentre il restante 0,002% è dato dalla radiazione riflessa dalla luna, dalla luce stellare e dai raggi cosmici.
La temperatura della superficie terrestre è determinata dal bilancio fra energia in entrata ed in uscita. La Terra infatti risponde alla radiazione solare incidente emettendo energia termica nell'infrarosso. Alcuni gas presenti nell'atmosfera, non solo la CO 2 ma anche CH 4 , O 3 , NO X e vapor d'acqua sono caratterizzati da un elevato assorbimento in alcune lunghezze d'onda nell'infrarosso e dalla capacità di restituire parte dell'energia assorbita alla Terra come controradiazione.
Questo è, in estrema sintesi, il meccanismo denominato "effetto serra" poiché l'atmosfera è trasparente ai raggi solari, proprio come i vetri di una serra, ma non alla radiazione a lunghezze d'onda maggiori riemesse dal suolo: senza questo processo la temperatura della Terra sarebbe di circa 30°C inferiore.
La CO 2 contribuisce per circa il 50% all'aumento del riscaldamento dovuto all'effetto serra ed aumenta annualmente di circa lo 0.5% per anno, principalmente a causa delle emissioni antropogeniche; si stima che la produzione di CO 2 sia più che triplicata in trent'anni, dal 1950 al 1980, con variazioni significative nei contributi percentuali attribuibili alle diverse aree geografiche.
Il CH 4 sta aumentando di circa lo 0.9% per anno, contribuendo per circa il 15% alle variazioni climatiche. Le principali fonti biogeniche di metano sono le aree umide, le coltivazioni di riso, gli allevamenti intensivi e le emissioni derivanti dalle discariche di rifiuti.
L'ozono ha concentrazioni variabili sia in base all'altezza sia alla latitudine ma, contrariamente agli altri gas serra, ha mostrato negli ultimi quindici anni una diminuzione media di circa il 5%.
Gli ossidi di azoto aumentano ad una velocità pari allo 0.25% per anno e contribuiscono al 6% dell'attuale effetto serra.
I clorofluorocarburi (v. CFC ) sono composti resistenti ai normali processi di autodepurazione atmosferica. Nella stratosfera questi composti sono responsabili della riduzione dello strato di ozono ma hanno comunque un ruolo importante anche come gas serra, con un contributo valutabile attorno al 24% ed un incremento di concentrazione annuo di circa il 4%.
La Regione Toscana ha adottato obiettivi di riduzione dei gas serra che si collocano nel più ampio contesto internazionale, stabilendo di conseguire, a livello locale, le stesse percentuali di riduzione del livello nazionale, cioè l'8% entro il 2008-2010 rispetto ai livelli registrati nel 1990. Questo, in termini quantitativi significa una riduzione entro il 2010 di circa 5,4 milioni di tonnellate di CO 2 equivalente, mantenendo in tal modo le emissioni al 2010 entro i 34,5 milioni di tonnellate di CO 2 equivalente. Gli ultimi dati disponibili a livello regionale indicano un aumento del 7,8% delle emissioni di CO 2 equivalente, con 39,8 milioni di tonnellate di emissioni complessive per l'anno 2000. I settori maggiormente responsabili sono quelli relativi ai processi di combustione industriale, al terziario ed all'agricoltura.
La CO 2 ha raggiunto nel 2000 in Toscana i 32,5 milioni di tonnellate, con un aumento rispetto al 1990 pari all'8,7%, mentre quelle di metano e protossido di azoto, al 2000, risultano rispettivamente pari a 230.000 tonnellate (+11,6% rispetto al 1990) e 8.300 tonnellate (-9,4% rispetto al 1990).
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