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Specie esotiche o alloctone |
L'introduzione di specie estranee agli ecosistemi locali può rappresentare un pericolo per gli equilibri ecologici e deve, in ogni caso, essere considerata con la massima attenzione in quanto rappresenta una causa importante di alterazione delle comunità. Sempre più spesso infatti assistiamo a segnalazioni circa la presenza nei nostri boschi e mari di specie animali e vegetali che non sono tipiche delle comunità locali. Questo avviene per svariati motivi: tecniche di riforestazione che obbediscono a criteri ornamentali, rilascio di animali "da compagnia" che vengono venduti da negozianti poco attenti alle leggi dell'ecologia e che poi vengono liberati dai proprietari perché divenute ingombranti o sgradevoli, o ancora cambiamenti climatici che modificano gli areali di alcune specie, o semplicemente cause accidentali o, ad esempio, introduzioni deliberate di specie utilizzate per la pesca sportiva. Il fenomeno è comunque serio e deve essere considerato un pericolo per l'integrità dei nostri sistemi ecologici.
Se l'introduzione ha successo, cioè se la nicchia ecologica in cui viene introdotta la specie è "libera", oppure se la specie introdotta ha successo nella colonizzazione di una nicchia occupata da specie locali, questa introduzione non avviene senza conseguenze, che a volte possono essere drammatiche. Spesso è addirittura impossibile prevedere quali saranno le conseguenze ma è quasi certo che queste saranno costituite da profonde alterazioni della struttura originaria.
Per le specie animali possiamo anche tracciare un identikit della specie esotica "infestante": adattabilità a condizioni ecologiche anche estreme, abitudini predatrici, anche su uova e giovani delle altre specie ed estrema adattabilità alle condizioni alimentari più varie, mancanza di predatori superiori.
Un esempio emblematico è quello della tartaruga dalle orecchie rosse proveniente dall'America centro settentrionale; questa, venduta nei negozi e nelle fiere negli anni scorsi, è stata poi spesso liberata nei nostri fiumi, laghi, fossi e canali in quanto crescendo diventa "mordace". La grande adattabilità le ha consentito di colonizzare tantissimi ambienti acquatici, provocando danni irreparabili alla delicata fauna autoctona e portando sull'orlo dell'estinzione la nostra tartaruga acquatica (Emys orbicularis). Altro esempio è quello del gambero americano (Gammarus proclarckii) che è stato liberato negli scorsi anni nelle acque del lago di Massaciuccoli. Estremamente vorace e resistente, esso ha colonizzato in poco tempo le acque del lago e dei canali circostanti, provocando devastazioni della fauna e della flora tipica dell'area e costituendo inoltre un pericolo per l'integrità di argini e rive, a causa dell'elevato numero di tane scavate.
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