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Qualità dell'aria

Le attività umane che si svolgono prevalentemente nelle aree urbanizzate influenzano la qualità dell'aria, cioè la sua caratterizzazione in termini di presenza di inquinanti.



Le attività industriali ed il traffico veicolare, per citare le fonti d'inquinamento prevalente, emettono nell'atmosfera sostanze inquinanti gassose e particolate (cioè in forma solida anche se di dimensioni molto ridotte) che sono la causa di problemi molto seri per la salute delle persone esposte, per la vegetazione di parchi, giardini ed aree periurbane e per lo stato di monumenti ed edifici storici.

La qualità dell'aria viene sottoposta ad un monitoraggio continuo utilizzando sia una rete mobile di laboratori d'analisi, chiamati centraline, sia organismi vegetali come bioindicatori (v. biomonitoraggio). Questa rete di rilevamento, in Toscana, è gestita da ARPAT sotto la responsabilità delle amministrazioni provinciali, sulla base del Piano Regionale di Rilevamento della Qualità dell'Aria e permette di conoscere i livelli di concentrazione delle singole sostanze inquinanti presenti nei centri urbani, nelle aree industriali ed in tutti i luoghi in cui è necessario conoscerli.
I risultati delle misurazioni delle centraline sono utilizzati per la classificazione del territorio regionale in zone ai sensi della normativa comunitaria, nazionale e regionale di riferimento, in base alle concentrazioni di Ozono troposferico (O3), CO (Monossido di Carbonio), PM 10 (Polveri fini), Benzene (C6H6) e Piombo (Pb). Il territorio è classificato in quattro zone, da A a D, in base ai limiti stabiliti dalla normativa (v. carta), e dalla classificazione è possibile dedurre anche la percentuale di popolazione, a livello comunale, esposta alle varie concentrazioni di sostanze inquinanti.

 
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