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Biomonitoraggio |
In natura esistono alcuni organismi, animali o vegetali, che hanno la caratteristica di concentrare alcuni elementi inquinanti, anche se questi sono presenti in tracce o comunque in concentrazioni molto ridotte nell'ambiente. Questi organismi possono essere utilizzati per effettuare un monitoraggio biologico su certi tipi di inquinanti, oppure per fornire indicazioni sulla qualità complessiva di una specifica matrice ambientale.
Il biomonitoraggio nasce dall'esigenza di mettere in relazione diretta la presenza degli inquinanti con lo “stato di salute” di certi organismi che hanno le caratteristiche adatte per poter esser utilizzate come bioindicatori. Questo metodo presenta diversi vantaggi, specie in riferimento al quadro conoscitivo degli ecosistemi urbani e territoriali: si possono avere dati sugli effetti prodotti da fenomeni protratti per lunghi periodi, inoltre in genere i bioindicatori sono sensibili agli effetti sinergici prodotti da diversi tipi di inquinanti e non solo ad uno di essi; si comportano insomma come vere e proprie centraline permanenti naturali, dando informazioni sugli effetti degli ambienti inquinati su un organismo vivente e sulla qualità complessiva dell'ambiente. Con questo tipo di monitoraggio infatti possiamo sapere se un determinato ambiente o una determinata matrice ambientale in quel determinato luogo è qualitativamente in buono o cattivo stato, osservando lo stato di salute dell'organismo scelto come bioindicatore.
La materia è ormai abbastanza sviluppata e molti sono gli organismi studiati come bioindicatori. Uno degli esempi più classici è quello costituito dai licheni epitifiti, impiegati come indicatori di qualità dell'aria.
I licheni (un organismo vegetale costituito dalla simbiosi tra un fungo ed un'alga) presentano caratteristiche che li rendono ottimi bioindicatori:
• sono molto sensibili ad alcuni tra i principali inquinanti atmosferici;
• per la nutrizione dipendono dall'atmosfera in quanto assorbono acqua e sostanze attraverso la superficie del tallo poiché privi di radici;
• sono molto resistenti agli stress idrici e termici ed hanno un ciclo vitale molto lungo, nonché sono incapaci di eliminare parti vecchie o contaminate;
• sono presenti praticamente dappertutto.
Le indagini sono generalmente condotte in base alla presenza di licheni epifiti sugli alberi di una data zona, dislocati in genere in un reticolo di campionamento dove si individua una stazione (in genere 3 alberi vicini) per km 2.
Gli alberi vengono scelti in base a caratteristiche precise e l'indagine viene condotta in tre fasi:
1. conteggio delle specie e della loro frequenza, cioè della presenza nelle celle di un reticolo di campionamento;
2. calcolo di un indice detto Indice di Aria Pura (I.A.P), cioè la somma delle frequenze per ogni albero;
3. stima dell'I.A.P. per ogni stazione come media dei valori rilevati su ciascun albero.
I valori bassi di I.A.P. indicano una cattiva qualità dell'aria mentre valori alti indicano qualità elevate. Con questi dati è quindi possibile elaborare mappe cittadine, con scale di colori, che intuitivamente danno un'idea della qualità dell'aria nelle varie zone. |