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Qualità delle acque

Lo stato di qualità delle acque è monitorato sulla base dei principali parametri microbiologici, chimici e fisici, al fine di evidenziare le situazioni di inquinamento e la loro evoluzione nel tempo.
La normativa attualmente in vigore, il Decreto legislativo 152/99, individua gli standard di riferimento, relativi a vari parametri e diversi a seconda dell'uso cui è destinata la risorsa (uso potabile, industriale, agricolo) o a seconda che l'obiettivo sia il mantenimento della qualità ambientale del corpo idrico. In particolare, per quanto riguarda le acque destinate all'uso potabile, la normativa prevede, per ciascun parametro individuato, dei valori guida di riferimento, come standard di qualità, e dei valori massimi ammissibili.
La qualità ambientale di un corpo idrico è definita in funzione della sua capacità di mantenere i processi naturali di autodepurazione e di supportare comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate. La normativa fornisce i criteri di selezione dei corpi idrici significativi su cui attuare il monitoraggio.
Per valutare la qualità delle acque dolci superficiali si ricorre a più indicatori : uno biologico, l'IBE (indice biotico esteso) che valuta la struttura delle comunità biologiche dei corsi d'acqua (sulla base del principio che in presenza di un mutamento si osserva la scomparsa dei taxa più sensibili e/o un calo della biodiversità); uno chimico, il LIM (Livello Inquinamento da Macrodescrittori) che mette in relazione nutrienti, sostanze organiche biodegradabili, ciclo dell'ossigeno e inquinamento microbiologico; e infine l'indice di qualità ecologica (SECA - Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua), che si ottiene incrociando i due indici precedenti e considerando la classe di qualità peggiore tra le due. Quest'ultimo indice si articola in 5 classi, da 1 (qualità elevata) a 5 (qualità scadente).
Per le acque sotterranee vengono impiegati tre indici, due relativi alla qualità ed uno alla quantità della risorsa idrica: un indice dello stato chimico (SCAS - Stato Chimico delle Acque Sotterranee), uno dello stato quantitativo (SquAS - Stato Quantitativo delle Acque Sotterranee), in grado di evidenziare l'eventuale sovrasfruttamento della risorsa, che può portare ad un peggioramento dello stato qualitativo delle acque, ed un indice dello stato ambientale (SAAS - Stato Ambientale delle Acque Sotterranee), ottenuto dalla sovrapposizione delle classi chimiche e quantitative.

Per le acque marine e costiere si ricorre invece all'indice trofico TRIX, che rileva lo stato trofico delle acque (ovvero la quantità di nutrienti presenti) attraverso la misurazione di 4 parametri: ossigeno disciolto, clorofilla "a", fosforo, azoto. Si tratta di un indice significativo per rilevare i fenomeni di eutrofizzazione , che però non dà informazioni sull'inquinamento chimico-fisico, sulla biodiversità , sulla disponibilità di risorse ittiche.

In relazione alla balneabilità delle acque marine e costiere viene utilizzato un indice di qualità batteriologico (IQB), che rileva la presenza di batteri provenienti da scarichi civili e/o agricoli (coliformi fecali e streptococchi fecali).

In Toscana i controlli sullo stato di salute dei corpi idrici sono effettuati con cadenza periodica da ARPAT. Per quanto riguarda le acque dolci superficiali, i problemi di inquinamento interessano in maniera particolare il fiume Arno, soprattutto nel tratto fluviale a valle del capoluogo fiorentino, mentre nel complesso la qualità degli altri fiumi toscani è buona. Relativamente invece alla qualità delle acque sotterranee problemi di contaminazione da inquinanti e di infiltrazione di acqua salmastra si registrano soprattutto al Sud della regione, sulla fascia costiera e nelle isole. Relativamente allo stato ambientale delle acque costiere, la situazione è migliore al Sud e nelle isole, mentre è peggiore nel tratto di costa a nord di Livorno, a causa delle maggiori pressioni derivanti dalle attività antropiche, con un picco negativo per quanto riguarda la zona in corrispondenza della foce dell'Arno. La balneabilità delle coste è positiva e in miglioramento; nel corso della stagione 2003 infatti soltanto 8 punti di campionamento sugli oltre 372 presenti sono stati dichiarati non idonei per motivi di inquinamento.

Per quanto riguarda invece le acque destinate al consumo umano, queste sono dichiarate idonee all'uso potabile in base al controllo di parametri chimici e microbiologici fissati dalla normativa, in modo da tutelare la salute della popolazione.

 
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