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Depurazione delle acque |
Complesso dei trattamenti meccanici, chimici, fisici e biologici cui viene sottoposta un'acqua inquinata (acqua reflua) per eliminare o ridurre a livelli compatibili con gli usi di destinazione delle acque le sostanze inquinanti presenti. Una volta sottoposta a depurazione, l'acqua viene immessa nella rete fognaria o riversata in un corpo idrico recettore (che può essere un fiume, un lago, il mare o un corpo idrico sotterraneo).
L' acqua ha una capacità naturale di autodepurazione, grazie alla presenza di microorganismi (alghe, funghi, protozoi, batteri) che contribuiscono al mantenimento degli equilibri ecologici della risorsa, utilizzando l'ossigeno disciolto nell'acqua per ossidare e degradare le sostanze inquinanti; tuttavia, in condizioni di scarso ricambio idrico o a causa della presenza eccessiva di sostanze organiche, tale processo può essere inibito o rallentato.
I processi di depurazione artificiali, realizzati tramite impianti di depurazione, consentono di abbattere gli inquinanti presenti negli scarichi urbani e industriali accelerando il naturale processo di autodepurazione dell'acqua; tuttavia presentano a loro volta delle problematiche ambientali, dovute al fatto che con tali processi vengono prodotte ingenti quantità di fanghi, che devono essere a loro volta adeguatamente trattati, con consumi energetici considerevoli.
Ciò consiglia di valorizzare, in tutti i casi in cui è possibile, la capacità di depurazione naturale; un esempio è rappresentato dalla cosiddetta fitodepurazione, che, sfruttando la capacità autodepurativa delle zone umide (naturali o artificiali), permette il trattamento dei reflui domestici, urbani o industriali con un minor impatto ambientale ed un minor consumo di energia.
In Toscana, al 2003, soltanto il 65% della popolazione residente risulta allacciata a impianti di depurazione. La capacità depurativa degli impianti, ovvero la capacità di trattare le acque reflue rimuovendone il carico inquinante (espressa in Abitanti Equivalenti, v. carico organico potenziale), è ancora insufficiente. Infatti, a fronte di quasi 9,8 milioni di Abitanti Equivalenti (il carico inquinante da trattare, relativo al settore civile e industriale), la capacità depurativa degli impianti toscani non raggiunge i 9 milioni di AbEq, con un risultante deficit depurativo (acque reflue non trattate) di oltre 800.000 AbEq. Tuttavia, l'ultimazione dei lavori di realizzazione dell'impianto di depurazione dell'area fiorentina permetterà presto di colmare il deficit depurativo presente, associato in massima parte proprio all'area del capoluogo toscano.
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