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Carico organico potenziale

Il carico organico potenziale fornisce una stima dei carichi organici totali presenti in una determinata area, prodotti da diverse fonti: attività di origine civile, attività industriali e zootecnica. Esso rappresenta una stima del carico inquinante da sottoporre a trattamento di depurazione; come tale può essere utilizzato come valido indicatore della pressione prodotta dalle attività antropiche sulla qualità delle risorse idriche in un dato territorio.

Il carico organico potenziale è espresso in Abitanti Equivalenti (AbEq); gli abitanti equivalenti civili coincidono, per definizione, con il numero di abitanti residenti, mentre per calcolare i carichi derivanti dal settore industriale e dalla zootecnia si utilizzano coefficienti di conversione specifici, diversi a seconda del tipo di ciclo produttivo e della materia prima utilizzata nel primo caso, e a seconda della tipologia di animale allevato nel secondo caso (si consideri ad esempio che se 1 residente corrisponde ad 1 AbEq, 1 bovino corrisponde a 8.16 AbEq, 1 suino equivale a 1.95 AbEq, 1 pollame a 0.20 AbEq).
In Toscana si stima che vi siano oltre 12 milioni di abitanti equivalenti, il che vuol dire che la pressione esercitata sulla risorsa idrica in termini di potenziale inquinamento è pari a quella prodotta da 12 milioni di abitanti (anziché dai quasi 3 milioni e mezzo di toscani oggi residenti nella regione). Il 29% del carico totale è imputabile al settore civile, il 19% alle attività agricole e zootecniche e ben il 52% al settore industriale.

 
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