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Acque sotterranee

Le acque sotterranee, dette anche acque di falda, sono le acque che si trovano al di sotto della superficie terrestre dove si accumulano all'interno di strati di sedimenti permeabili. Esse costituiscono la principale riserva di acqua potabile; in Toscana, ad esempio, ben il 73% dell'acqua complessivamente prelevata a scopo di potabilizzazione proviene dal sottosuolo, mentre il 27% deriva da corpi idrici superficiali.
Le acque sotterranee sono raggiungibili attraverso pozzi e sorgenti; esse vengono prelevate per essere impiegate a scopo civile, industriale e irriguo.
L'eccessivo utilizzo delle acque sotterranee può dar luogo a problemi di sovrasfruttamento della falda qualora il prelievo idrico non venga reintegrato dalla ricarica naturale garantita dalle piogge. Ciò può produrre depressioni nel livello piezometrico, originando un abbassamento del livello del suolo (subsidenza) e fenomeni di salinizzazione nelle zone costiere (v. cuneo salino ). Anche l'impermeabilizzazione del suolo , ad opera di un'eccessiva urbanizzazione, può contribuire ad una riduzione della risorsa, impedendo l'infiltrazione delle acque nella falda.
Oltre ai problemi legati ad un eccessivo prelievo, le acque sotterranee sono minacciate dalla contaminazione di sostanze inquinanti (quali pesticidi e concimi chimici, composti di origine industriale, rifiuti). Tali sostanze raggiungono la falda direttamente, o, indirettamente, si depositano dapprima sul suolo e, da qui, trasportate dalle acque di infiltrazione, penetrano fino alla falda.
Le sorgenti di contaminazione possono essere puntuali (ad esempio scarichi industriali, discariche abusive, etc.) o diffuse, ovvero prive di una localizzazione precisa, e legate agli insediamenti urbani, all'allevamento, all'agricoltura, alle attività industriali presenti sul territorio.
L'inquinamento delle acque di falda è particolarmente problematico a causa dei tempi molto lunghi necessari per il ricambio idrico; da ciò la particolare difficoltà di disinquinamento e bonifica e la necessità di concentrare gli forzi in attività di prevenzione del danno ambientale. La vulnerabilità della singola falda dipende sia dalla pressione antropica che insiste sulla falda, sia dalle caratteristiche naturali della falda stessa. La vulnerabilità è maggiore per le falde intensamente sfruttate, quelle situate a basse profondità, quelle attraversate da corsi d'acqua inquinati.

 
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