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Acque marine e costiere

La fascia costiera rappresenta un'area di particolare importanza dal punto di vista ecologico e, al tempo stesso, di particolare sensibilità; sulle coste si concentrano infatti insediamenti civili e produttivi che esercitano forti pressioni sulle risorse ambientali, prima tra tutte la risorsa idrica.

Da un lato gli scarichi derivanti dalle attività urbane, se non adeguatamente trattati, contribuiscono al degrado della qualità delle acque marine e possono provocare fenomeni di eutrofizzazione lungo la costa; d'altra parte, fonti di inquinamento puntuale e diffuso sono rappresentate dai processi industriali e dalle attività agricole, che immettono nell'ambiente numerose sostanze dannose per l' ecosistema marino e per la vita delle specie acquatiche. A ciò si aggiunge la pressione ambientale esercitata dalle presenze turistiche, spesso molto consistenti e concentrate in periodi limitati nell'arco dell'anno. Il turismo balneare implica infatti un maggior consumo di risorse idriche ed energetiche, una elevata produzione di rifiuti e reflui urbani, un aumento del traffico marittimo.

All'interno delle acque marine è possibile distinguere le acque di balneazione, comprese all'interno di una fascia ristretta a pochi metri dalla battigia, e le acque costiere, fino a 3000 metri dalla riva. Controlli periodici assicurano il monitoraggio dello stato di salute delle acque (v. qualità delle acque), accertando da un lato l'idoneità alla balneazione, sulla base delle condizioni igienico-sanitarie, e dall'altro l'entità dei carichi inquinanti presenti.

 
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